Chi sono

Mi sono laureata a Pavia nel 2007 in psicologia dello sviluppo con indirizzo clinico dinamico con una tesi esperienziale sui cambiamenti dell’identità di genere nei bambini e nelle bambine del 1987 e del 2007 con Marco Francesconi e Massimo Recalcati; dopodichè la mia formazione professionale è stata costellata di incontri fortunati.
Ancora studentessa universitaria ho potuto fare una infant observation con la dott.Puglielli proveniente dalla Scuola Tavistock di Londra e appena laureata ho svolto un tirocinio formativo presso Jonas Onlus, associazione di orientamento lacaniano fondata da Massimo Recalcati, dove mi sono specializzata seguendo un corso sui nuovi sintomi della società contemporanea.

Superato l’esame di stato sono entrata a far parte dell’equipe dell’associazione onlus Il Centro Pavese di psicomotricità del bambino con la quale ho collaborato per alcuni anni formandomi con la dott.ssa Scotto di Fasano sulle teorie psicoanalitiche post freudiane e utilizzando il metodo della consultazione partecipata con le famiglie di Dina Vallino.
Ho conosciuto la bioenergetica e la mia attenzione si è posta anche sul corpo e su come sia una mappa e insieme una chiave per comprendere ed elaborare le emozioni.
Dopo il corpo, la scoperta del mondo simbolico e archetipico dei tarocchi grazie agli insegnamenti di Paulina Jade Doniz con la quale ho appreso anche l’importanza del lavoro sull’albero genealogico.
Ultimamente mi sono avventurata nel progetto di psicologa a domicilio, esperienza che si è rivelata una bellissima opportunità per raggiungere persone che altrimenti, per svariati motivi, avrebbero grandi difficoltà a spostarsi per raggiungere il servizio.
Un altro modo per raggiungere le persone nelle loro case è fare consulenze psicologiche online, anche questa una grande opportunità.

Andando avanti nella mia formazione comprendo sempre meglio come le teorie di riferimento e le linee guida del nostro lavoro siano le fondamenta per poter svolgere realmente un lavoro di cura verso i nostri pazienti ma è altrettanto importante mantenere una mente aperta e innovativa rispetto a noi, al metodo e al paziente nella sua soggettività.
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